IL MARKETING DI PROSSIMITA’

Posted on 30 maggio 2007

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Il marketing di prossimità è una tecnica che mediante l’utilizzo di strumenti e metodi specifici veicola informazioni e stabilisce contatti con individui e strutture poste nelle immediate vicinanze del mittente.
Oggi grazie alle tecnologie Bluetooth e WiFi, sempre più diffuse, questo nuovo canale di distribuzione di contenuti sta diventando molto interessante ed appetibile. Basato non solo sulla profilazione dell’utente ma, soprattutto, nel luogo fisico in cui questo si trova, consente un’elevata riduzione della dispersione del messaggio pubblicitario.
Ad oggi due sono le possibilità che hanno riscosso maggiore successo:
• Portali di prossimità, al servizio di hotspot WiFi. L’utente si logga al’hotspot ed atterra (landing page) direttamente sul portale che offre diverse informazioni utili relative alla zona in cui ci si trova e pubblicizza servizi a portata di mano (ristoranti, locali, alberghi, etc.).
• In vetrina. Mandando un messaggio offrendo sconti o elencando i prodotti venduti si invita all’acquisto tutti coloro che passano in prossimità del negozio
• Cartelloni pubblicitari. Non più il solito manifesto ma anche la possibilità di scaricare sul proprio device (di solito via bluetooth) contenuti multimediali accessori come loghi, suonerie, filmati, etc.
Offre la grande opportunità di raggiungere ed interagire con il target di utenza tramite il proprio telefono cellulare in modo semplice ed immediato raggiungendo anche il cliente “anonimo”, non conosciuto, di cui si ignora il numero di cellulare
Al momento della ricezione del messaggio Bluetooth l’utente può decidere di accettare e quindi cominciare ad interagire con il mittente oppure rifiutare. Quindi senza mai violare la privacy
Lo scambio file tra dispositivi Bluetooth è assolutamente gratuito, a differenza degli sms o mms per l’invio dei quali il mittente sostiene un costo. per esempio, a un negozio che voglia distribuire buoni sconto o fare pubblicità dei suoi prodotti ai clienti che si avvicinano alle vetrine. Inoltre il fatto che il messaggio viene ricevuto su uno strumento di comunicazione personale, lo fa percepire come “esclusivo” dal consumatore. L’unico rischio è l’esposizione ad atti di pirateria informatica, con la trasmittente controllata da estranei che anziché inviare messaggi di promozione del marchio lo danneggiano.
Il protocollo supporta qualsiasi tipo invio: file audio -video –testo, SMS, MMS, giochi Java, concorsi, download loghi/suonerie, news, offerte speciali, servizi vari quali alert o agenda virtuale con promemoria sugli eventi, portafoglio virtuale sono solo alcuni dei servizi attivabili in una campagna di Bluetooth Marketing, l’unico limite è la fantasia.
La pratica, nel nostro Paese ancora agli esordi, è già piuttosto diffusa in Europa: in Belgio, la Opel ha realizzato così una campagna per catturare potenziali acquirenti della sua nuova Corsa, mentre in Lussemburgo la compagnia telefonica LuxGSM ha tentato di avvicinare in questo modo i suoi clienti più giovani, per vendergli carte prepagate di traffico telefonico. E in Inghilterra Nokia seguendo l’esempio di Volvo e dell’etichetta musicale Emi, ha avviato già più di un anno fa una campagna di Bluetooth Advertising, come viene chiamata in gergo questa nuova tecnica pubblicitaria, per lanciare il suo nuovo modello di cellulare.
In Italia al Motorshow l’azienda di automobili Isuzu ha realizzato una istallazione di proximity marketing via bluetooth presso la sua area, con lo scopo di attirare visitatori, suscitare interesse intorno al prodotto Isuzu, comunicare innovatività e creatività dei progetti, nonché valorizzare il prodotto videogioco realizzato per la manifastazione.

Sono un po’ perplesso da questo genere di attività, forse perché sono in classico consumatore che arriva tardi verso le nuove tecnologie, per esempio, non tengo mai attivo il bluetooth tranne quando devo ricevere dei dati. Anche se il marcato Italiano è il primo in assoluto in termini di cellulari venduti per abitante, penso che queste tecniche di comunicazione siamo più rivolte a una popolazione più consumista e più legata alla tecnologia, per esempio Stati Uniti d’America e Giappone.

TADOLINI MARTINO