Entrare nell’era dell’accesso di Rifkin

Riporto l'introduzione del libro di Rifkin

Il ruolo della proprietà privata sta cambiando radicalmente, con effetti di straordinaria portata sulla società. Per tutta l'era moderna, proprietà privata e mercati sono stati sinonimi; anzi, la stessa economia capitalistica è fondata sull'idea di scambio di beni in liberi mercati. La parola "mercato", apparsa nella lingua inglese intorno al dodicesimo secolo, si riferiva a uno spazio fisico in cui venditori e compratori trattavano merci e bestiame. Ma, già alla fine del diciottesimo secolo, il termine aveva perso ogni legame con qualsiasi riferimento geografico ed era utilizzato per descrivere astrattamente il processo di compravendita di beni. Un processo così connaturato alla società in cui viviamo da impedire d'immaginare un modo diverso di strutturare l'attività economica. Il mercato è un elemento importante e pervasivo della nostra vita. Tutti, volenti o nolenti, siamo profondamente condizionati dai suoi umori e dalle sue oscillazioni, al punto che il suo stato di salute è diventato una misura del nostro benessere personale: se il mercato è effervescente, ci sentiamo eccitati e allegri; se è fiacco, ci deprimiamo. Il mercato è la nostra guida e il nostro consigliere; a volte, è perfino la rovina della nostra esistenza.
Alcune delle prime esperienze sociali dei bambini sono esperienze di mercato: chi, da ragazzino, non si è affacciato timidamente sulla soglia di un negozio per domandare, puntando il dito su un prodotto esposto in vetrina: "Quanto costa?". Fin da piccoli impariamo che quasi tutto ha un prezzo e che tutto è in vendita; crescendo, veniamo iniziati al lato oscuro del mercato con una sorta di "caveat emptor", "chi compra stia in guardia". La mano invisibile del mercato regola la nostra vita, gran parte della quale è dedicata a tentativi di acquistare a poco per rivendere a caro prezzo. Ci viene insegnato che acquisire e accumulare proprietà è parte integrante del nostro temporaneo passaggio terreno e che, in qualche misura, ciò che siamo riflette ciò che possediamo. La nostra cognizione dei meccanismi che governano il mondo è condizionata da quello che riteniamo un istinto primordiale a scambiare beni e a diventare proprietari.
Veneriamo il mercato con una devozione che non ammette incertezze: tessiamo le sue lodi e ammoniamo i suoi detrattori. Chi, almeno una volta nella vita, non ha difeso con appassionato trasporto le virtù della proprietà privata e del mercato? Perfino le idee di libertà individuale, di diritto inalienabile e di contratto sociale non sono che sfaccettature di questa essenziale e imprescindibile convenzione sociale.
Oggi, le fondamenta della vita moderna cominciano a sgretolarsi. Le istituzioni che, in un tempo non lontano, hanno spinto gli uomini a combattere battaglie ideologiche, rivoluzioni e guerre, stanno lentamente svanendo, mentre una nuova costellazione di realtà economiche spinge la società a ripensare i legami e i vincoli che nel prossimo secolo definiranno i rapporti fra gli uomini.
Nella nuova era, i mercati stanno cedendo il passo alle reti, e la proprietà è progressivamente sostituita dall'accesso. Imprese e consumatori cominciano ad abbandonare quello che è il fulcro della vita economica moderna: lo scambio su un mercato di titoli di proprietà fra compratori e venditori. Questo non significa che, nell'era dell'accesso prossima ventura, la proprietà privata sia destinata a scomparire. Piuttosto, è vero il contrario: continuerà a esistere, ma è molto improbabile che continui a essere scambiata su un mercato. Nella new economy, il fornitore mantiene la proprietà di un bene, che noleggia o affitta o è disposto a cedere in uso temporaneo a fronte del pagamento di una tariffa, di un abbonamento, di una tassa d'iscrizione. Lo scambio di proprietà fra compratori e venditori – l'aspetto più importante del moderno sistema di mercato – cede il passo a un accesso temporaneo che viene negoziato fra client e server operanti in una relazione di rete. Il mercato sopravvive, ma è destinato a giocare un ruolo sempre meno rilevante nelle attività umane. 

L'era dell'accesso. La rivoluzione della new economy

di Jeremy Rifkin Titolo originale: The Age of AccessTraduzione di Paolo Canton
Pag. 405 – Edizioni Mondadori (Saggi. Frontiera) ISBN 88-04-47803-9

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