PREDICTION MARKETS

Posted on 15 giugno 2008

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Nel 1988 l’Università dello Iowa lancia un esperimento chiamato Internet Eletronic Market (IEM), nel tentativo di elaborare una soluzione alternativa al classico sistema dei sondaggi, per  la previsione del candidato vincente nella

Lo scopo iniziale del progetto era di verificare se le stesse leggi, che governano il mercato reale azionario, potessero essere verificate anche all’interno di un modello virtuale basato sulle previsioni di successo dei vari candidati alle elezioni presidenziali.

L’ipotesi di fondo, avanzata dai creatori del progetto, è che il mercato, benché esso sia un ente inanimato, sia in realtà capace di operare come un soggetto ultrarazionale, in quanto la valutazione da esso assegnata ad un titolo, corrisponde esattamente alla mediana della somma di tutte le opinioni dei vari investitori, che nell’atto stesso di investire effettuano la scelta più razionale possibile, in base ai dati loro disponibili.

E’ la determinante economica che fa si che il mercato diventi un “soggetto ultrarazionale”. È la ricompensa in denaro che giustifica lo sforzo congiunto di diverse persone di prevedere il risultato più attendibile per l’elezioni. Sforzo che non si limita alla semplice rielaborazione mentale di dati, ma piuttosto si concretizza nella ricerca costante e selettiva di informazioni capaci di migliorare e razionalizzare la previsione.

Il mercato non sarebbe altro che la traduzioni in termini numerici e percentuali, dell’insieme di informazioni detenute da un determinato gruppo sociale.

Allo IEM si può accedere solo on-line ed è regolato come un classico mercato di futures, ove all’investitore viene consegnato inizialmente un pacchetto contenente un numero di contratti pari al numero di candidati alla nomina di presidente, il tutto per una somma di denaro minima di 5 dollari.
All’investitore toccherà quindi l’onere di decidere quali contratti del pacchetto iniziale cedere e quali su cui investire maggiormente, tentando di  detenerne una numero superiore. A elezioni concluse, ogni investitore ritirerà una somma di denaro per ogni contratto che sarà una funzione della percentuale di voti ottenuta da ogni specifico aspirante presidente.

E’ la determinante economica che fa si che il mercato diventi un “soggetto ultrarazionale”. È la ricompensa in denaro che giustifica lo sforzo congiunto di diverse persone di prevedere il risultato più attendibile per l’elezioni. Sforzo che non si limita alla semplice rielaborazione mentale di dati, ma piuttosto si concretizza nella ricerca costante e selettiva di informazioni capaci di migliorare e razionalizzare la previsione.

Lo IEM non è solamente un semplice strumento di previsione, ma anche un terreno di prova su cui gli economisti possono verificare ipotesi e formulare nuove domande, sul perché i mercati riescono a fornire previsioni accurate.

Il presupposto che determina la validità del sistema è dato dal fatto che, chi effettua una transazione, non investe necessariamente sul candidato che poi andrà a votare, ma, diversamente, su chi è convinto possa vincere le elezioni.
La maggior differenza rispetto al tradizionale sistema dei sondaggi risiede nel fatto che, al mercato virtuale anziché parteciparvi un campione rappresentativo della popolazione vi ci acceda un gruppo auto selezionato di fruitori.

In 16 anni di sperimentazione, prendendo in considerazione il periodo di tempo compreso fra il 1988 al 2004, lo IEM si è dimostrato capace di fornire previsioni superiori e maggiormente accurate in 709 occasioni su un totale di 964 elaborazioni, ovvero per una percentuale di casi superiore al 73%.
Ma il dato di maggiore interesse è fornito dal fatto che le previsioni si sono confermate più precise sia nel caso di elaborazioni con 100 giorni prima dell’elezione, sia quando si trattava di proiezioni a pochi giorni dalla scadenza elettorale.
Nei casi delle elezioni del 1996 e 2000, lo IEM è stato capace di ottenere percentuali di vittoria nei confronti dei rilevamenti tradizionali, che hanno superato il 90% nella situazione di previsioni oltre i 3 mesi d’anticipo ( lo IEM è stato in grado di essere più preciso 77 volte contro le sole 5 dei sondaggi).

Da alcuni anni a questa parte negli USA è scoppiata una mania per questo tipo di sistema, andando a ricercare le più disperate applicazioni, uscendo anche dall’ambito prettamente politico in cui era confinato lo IEM.
Si è passati quindi al concetto più esteso di “prediction market”, ovvero di un mercato delle previsioni che promette di essere in grado di prevedere ogni avvenimento, con una esattezza superiore a qualsiasi altro metodo oggi esistente.

Nel 2003 la DARPA (Defense Advanced Research Project Agency), ispiratasi proprio ai successi dello IEM, volle pianificare un progetto di ricerca chiamato Policy Analysis Market che nelle intenzioni degli ideatori, avrebbe consentito di prevedere avvenimenti di attualità, compresi omicidi, guerre o attacchi terroristici. Ma questa idea non trovò i finanziamenti adeguati per essere realizzata, soprattutto a causa della contrarietà della classe politica USA.

Diversamente ha trovato successo il progetto che ha portato alla nascita dei portali “Intrade.com” e “us.newsfutures.com” naturale evoluzioni delle teorie avanzate dallo IEM, che mettendo al centro dei loro interscambi la politica americana, hanno ampliato le tematiche oggetto di trattativa, arrivando a trattare argomenti più prettamente economici, quali la previsione sull’andamento dell’indice azionario di Wall Street, fino ad estendere il loro raggio d’analisi anche ad altre tipologie di argomenti, come ad esempio previsioni sull’esito di casi giudiziari, sull’assoluzione o meno di un certo condannato.

Alcune aziende, quali Hewlett-Packard, Google e Microsoft, sono state capaci di interiorizzare questi insegnamenti, cercando di creare mercati interni all’azienda (ad esempio il  HYPERLINK “http://googleblog.blogspot.com/2005/09/putting-crowd-wisdom-to-work.html” Google Prediction Market), dove i dipendenti possano scommettere liberamente sulle probabilità di raggiungere un determinato obbiettivo commerciale durante il trimestre in corso, oppure, se l’azienda sarà in grado di rispettare i tempi prestabiliti per il lancio di un nuovo prodotto.
Altre aziende ancora si sono spinte fino al tentativo di predire il successo commerciale di un prodotto.

L’Italia su questo tema è ancora molto indietro, e di certo ciò non rappresenta una novità in campo di internet e di tecnologia. Ma è da segnalare che si sono registrate, ultimamente, diverse attenzioni anche nel nostro paese verso queste applicazioni.
Tra le varie novità sicuramente desta molto interesse la creazione del primo portale italiano chiamato “Prediction People” che è già stato attivo nelle passate elezioni, nelle quali ed è stato in grado di registrare una precisione analoga a quella dei Prediction Market Americani.

Marco Beatrici

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