Social network e web semantico

Posted on 8 giugno 2008

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Il bisogno dell’aspetto semantico sul web si dimostra fortemente anche nell’ambito dei social network. Tramite le nostre registrazioni, in anche decine di social network, tante informazioni su ognuno di noi sono gia’ disponibili in rete (chiamate, indirizzi, lavoro, amici, famiglia, hobby, ecc…). E’ possibile che un’individuo abbia un profilo identico in molti siti diversi. Al momento non esiste un modo per riconoscere tutti questi profili diversi come un’individuo solo. In un mondo in cui, anche nell’ambito lavorativo (oltre a siti pensati per uso professionale come LinkedIn: entita’ come la banca Wachovia e l’intelligenza statunitense, per esempio, stanno lanciando i loro propri social network per facilitare comunicazione intra- e inter-aziendale e migliorare e monitorare il clima aziendale), vengono usati sempre di piu’ i social network per relazionarsi con le persone, diventa necessario uno strumento globale per aggregarli e quindi semplificare il flusso di informazione mescolate che deriva dai diversi siti di social networking, rendendolo piu’ intuitivemente leggibile, piu’ come conoscenze e interazioni reali.

OpenSocial di GoogleOpenSocial riesce ad affrontare il problema di portabilità tra applicazioni (API) da un social network ad un altro. Non costruisce, pero’, una base di social graph portability e cross-network identity links, ovvero l’abilità di collegare le identità della stessa persona tra i suoi vari profili. Avere questa base (social network stack) in comune faciliterebbe un uso congiunto dei social network. Sarebbe anche auspicabile una rappresentazione piu’ corretta di legami sociali che consideri relazioni asimmetriche e diversi livelli di conoscenze reali (esempio: tutti i miei contatti su LinkedIn non hanno lo stesso livello di conoscenza nella mia vita reale). Si puo’ differenziare, per esempio, per il numero di legami in comune riguardanti medesimi oggetti di interesse in diversi siti. Tim Berners – Lee descrive il concetto di web semantico nel contesto dei social network come un Giant Global Graph che, secondo lui, potrebbe essere considerato una risorsa tanto importante quanto l’internet e world wide web.

Sono gia’ in fase di sviluppo diversi sistemi che mirano a questo obiettivo. FOAF (friend of a friend) è un’ontologia leggibile da una macchina che descrive persone, attivita’ e relazioni tra persone senza il bisogno di un database centralizzato. E’ un’estensione del RDF (Resource Description Framework) definito usando OWL (Web Ontology Language). Un profilo FOAF collega tutti i profili corrispondenti ad una persona usando un’identificatore (per esempio, un indirizzo email). SIOC (Semantically Interlinked Online Communities) mira alla connessione tra discussioni sui blog e forum nonché le comunità per condividere contenuti (esempio: YouTube).

 Uno sviluppo possibile proposto da John Breslin sarebbe uno strumento sul desktop personale che colleghi tutte le applicazioni “relazionali” di un’individuo, permettendogli di usare queste relazioni attraverso tutte le applicazioni. Per esempio, con questo social networking stack, registrandosi in un nuovo sito di social networking, una persona potrebbe importare tutte le sue relazioni ed interazioni con altre persone dai suoi profili gia’ esistenti in altri social network. Un altro uso possibile sarebbe come filtro per l’email. In ogni caso uno strumento simile potrebbe servire sia nel privato che nell’ambito lavorativo

Krissy Fischer