Guerrilla marketing

Posted on 7 giugno 2008

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Le aziende investono budget consistenti in advertising a sostegno delle loro marche con l’obiettivo di comunicare al mercato i vantaggi unici del loro brand. Il risultato è un’invasione di pubblicità, spot e folderistica che letteralmente travolgono il consumatore. Questa crescita esponenziale dei messaggi pubblicitari in circolazione portano alla saturazione dei principali canali disponibili. L’effetto per la singola azienda è l’estrema difficoltà di emergere e raggiungere il suo consumatore. Inoltre l’elevatissimo affollamento nei mezzi di massa tradizionali (tv, radio, stampa) innescano un circolo vizioso per cui solo budget consistenti sono in grado di garantire visibilità e ricordo del brand. La creatività, elemento in grado di minimizzare il meccanicismo dei grandi budget, può risiedere tanto nel contenuto, quanto nel contenitore.

Prima di porsi il problema di cosa dire, il pubblicitario, per conto della marca, deve capire se riuscirà ad arrivare al suo consumatore, il quale probabilmente farà di tutto per evitare il messaggio pubblicitario. Non solo questo consumatore è diventato più esigente e selettivo, autonomo e competente, pragmatico e infedele alla marca, ma sta cambiando pelle in cerca d’esperienze più che di prodotti. Inoltre i consumatori sono sopraffatti da un eccesso d’informazioni e pubblicità, per questo finiscono per ignorare i messaggi.

Emerge così sempre più la necessità di una strategia pubblicitaria che riesca a coinvolgere il nuovo consumatore, che sia mirata: a setacciare la cultura alla ricerca di nuovi temi che stimolino la loro reazione; a sviluppare la capacità connettiva cercando punti di contatto con i “pubblici”; ad utilizzare i consumatori come portavoce del brand per diffonderne la notorietà; ed infine a rafforzare il legame che viene a crearsi tra gli stessi consumatori intorno ad un prodotto all’interno di una comunità. In questo scenario s’inserisce il Guerrilla Marketing, una strategia pubblicitaria fuori dagli schemi fissi e precostituiti che supera i confini tracciati dai media tradizionali per arrivare ad essere ovunque. Il suo “DNA” può essere sintetizzato in imprevedibilità, originalità, non convenzionalità, forte approccio psicologico, attacchi mordi e fuggi, scarsi mezzi a disposizione, essere ovunque e comunque. Sfrutta ogni superficie, ogni spazio, ogni mezzo per veicolare i propri messaggi e per raggiungere il destinatario, dove e quando meno se lo aspetta. Lo ritroviamo nelle strade, sui muri, sulle panchine, in finte conversazioni, sui soldi, sulla frutta, sulla carta igienica e persino sul corpo umano. La guerrilla, oltre ad “inventare” nuovi mezzi, inventa nuovi modi per utilizzare vecchi mezzi. Così un cartellone pubblicitario può trasformarsi in un campo di calcio, dove due giocatori appesi ad un elastico si sfidano in una partita di dieci minuti, com’è avvenuto a Tokio per una pubblicità della Adidas.

L’obiettivo è incuriosire, intrigare e coinvolgere il consumatore abile ad eludere i messaggi pubblicitari veicolati dai media tradizionali. Invece di mirare il proprio messaggio alla massa, il guerrilla advertising punta al singolo individuo.

Questa modalità parte dal presupposto che le idee originali sono spesso a portata di mano, ma si è talmente abituati a guardare dentro gli schemi precostituiti che non si riesce a vederle. Per cui se il compito del “guerrillero” è comunicare con il target in modo diverso e originale, per farlo deve trasformarsi in un grande osservatore dei fenomeni che ci circondano: l’obiettivo è captare il dato imprevisto che diventa strategico, che fornisce l’occasione per lo sviluppo di nuove strategie.

 

 

ESEMPI

1)Un esempio di questa nuova forma di comunicazione non convenzionale può essere, restando in Italia, quella effettuata da Fiat, nella nuova campagna pubblicitaria della Fiat Stilo. Si chiama “Save the Pillars” la nuova campagna per comunicare uno dei punti di forza della nuova stilo: il parking sensor.

[fiatpillars.jpg]

2)Super Attack

Siamo in Italia.

La nuova campagna della Henkelper è di lanciare il Super Attack Flex Gel, innovativo per elasticità, resistenza agli agenti atmosferici e grande densità.

L’idea è stata quella di utilizzare degli stickers nella stazione e nell’aeroporto di Milano.

Adesivi del nuovo Attack sono stati installati nelle vicinanze dei display degli orari dei treni e degli aerei. Come a dire: è lì su grazie a Super Attack Gel…tranquilli non cadra’!

                                         

Agenzia: DDB Milan, Italy

 

3)Esempio di guerriglia marketing ad Ancona

L’agenzia Gogomedia per FUK LUK SAU, centro fitness di Ancona.

Una Smart ricoperta da 2.500 post-it posizionata nel punto nevralgico dello shopping cittadino. Su ogni post-it c’era scritto:

“Vuoi allenarti in tempi brevi con risultati fantastici? Questo post it vale una seduta omaggio”.

[epsn0010.JPG]                              

Altri link interessanti: http://marketing-alternativo.blogspot.com/2008/03/wwf-guerrilla-ambient.html

http://spotx.blogosfere.it/guerrilla_marketing/; http://pzrservices.typepad.com/advertisingisgoodforyou/guerrilla_marketing/index.html

Simone Garagnani

 

Posted in: corso di crm