Social Network

Posted on 15 giugno 2007

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Addio passaparola: oggi “l’amico dell’amico” si incontra in Rete. Per trovare lavoro, scambiarsi opinioni, dare vita a nuovi rapporti basati sulla fiducia. Da Roma a… New York.

Stiamo parlando dei “Social Networking”, le “reti relazionali” create da persone che si connettono fra loro per interessi comuni o motivi professionali e alle quali si è ammessi in genere su invito personale di uno dei membri che già ne fanno parte. Semplificando un po’, è la versione informatizzata del passaparola e del modello relazionale tipicamente “mediterraneo”, quello per intenderci secondo il quale “gli amici degli amici sono anche i miei amici”.

 Una rete umana quindi, che poggia su relazioni “fidate”: chiunque all’interno del network ha la personale fiducia di almeno un altro membro, quello che lo ha invitato nella cerchia e che, per certi aspetti, garantisce per lui verso il resto della comunità.

Il principio ispiratore dei “Social Networking” è la famosa teoria dei sei gradi di separazione (enunciata da Stanley Milgram già nel 1967), secondo la quale grazie a persone legate fra loro da conoscenza reciproca, è possibile contattare chiunque nel mondo con non più di cinque passaggi ‘intermedi’.

Un esempio: prendiamo un Social Network fra i più noti, Friendster, se al primo grado un iscritto conta 15 contatti diretti fra amici, colleghi e soci in affari, al secondo grado potrebbe già averne oltre 200, al terzo grado oltre 20mila e al quarto grado oltre 200mila, sparpagliati un po’ ovunque nel mondo. In altre parole con soli tre passaggi intermedi un membro ha l’opportunità di contattare oltre 200mila persone rilevanti per interesse, settore o professione.

Il Web ha aperto quindi, una nuova strada per favorire l’interazione sociale. Attraverso i servizi di blogging, messaging e le tecnologie come il VoIP infatti, milioni di persone comunicano con amici e utenti in tutto il mondo, spesso anche senza averli mai incontrati di persona. La forza del Social Networking è quindi, proprio quella di favorire la nascita di comunità virtuali che si sviluppano intorno a grandi centri di interazione digitali quali possono essere i blog o i programmi di messaggistica istantanea.

Da una ricerca commissionata da Microsoft Digital Advertising Solution, la concessionaria di pubblicità online di Microsoft, emerge la necessità dei navigatori europei e in particolare di quelli italiani di inserire le proprie idee e o i propri commenti all’interno di uno spazio virtuale come il blog.

Diverse sono le ragioni che spingono gli utenti italiani a usare i servizi di “Social Networking”:

1.     la possibilità di esprimersi liberamente: il 61% degli utenti di “Social Networking” cerca uno spazio aperto dove confrontarsi con gli altri navigatori della Rete su tematiche di interesse comune, come politica, sport, spettacolo, ma anche su argomenti di carattere culturale e sociale;

2.     il 57% delle persone, inoltre, dichiara di guardare gli spazi di altre persone per scoprire quelle con gusti e interessi comuni. Il 49% infatti è alla ricerca di nuove amicizie e, attraverso i servizi di “Social Networking”, desidera entrare in contatto con persone che condividono le sue stesse passioni;

3.     la necessità di mantenere contatti con amici e parenti, magari lontani oppure di usare il servizio di messaggistica come semplice sostituto del telefono per dare brevi comunicazioni ad altre persone;

4.     con il 25% ciascuno, l’uso del blog per un evento specifico (matrimonio, laurea, battesimo) e come strumento per organizzare serate, incontri o cene con gli amici.

Un altro elemento che mette in evidenza l’enorme impatto sociale che ha avuto il Social Networking” è il fatto che questo strumento di comunicazione non sia usato esclusivamente da giovani e giovanissimi ma tocca in misura quasi uguale tutte le fasce d’età e i sessi.

Gli utenti di Social Networking” hanno un rapporto quotidiano con il Web: infatti risulta che il 39% degli utenti visita i blog (o aggiorna il proprio) almeno una volta al giorno. Uguale percentuale per coloro che invece si collegano più di una volta a settimana. Un trend altissimo se si considera che solo il 7% visita questi siti saltuariamente.

L’indagine si è occupata anche di stabilire i tempi e le modalità con cui gli utenti di Internet utilizzano i servizi di “Social Networking”: circa il 28% degli intervistati dedica all’interazione sociale dai 30 ai 60 minuti; detta percentuale scende di poco (23%) per chi passa tra l’una e le due ore davanti al PC e sale al 24% il numero degli intervistati che trascorrono sul blog e sui programmi di messaggistica istantanea, addirittura 2 ore al giorno.

Il “Social Networking” presenta d’altra parte una serie di punti critici, quali privacy e stabilità,  su cui occorre focalizzare l’attenzione.

L’adesione ad un sistema di Social Networking” infatti, implica il rilascio di moltissimi dati personali (preferenze, attitudini, desideri, conoscenze, ecc). Questo però significa anche che chi gestisce i sistemi può utilizzare tali dati per targettizzare campagne pubblicitarie proprie o di altri.

Se si pensa, tutte le macro azioni di alcuni dei grandi protagonisti dell’informatica (es. Google, Microsoft) sono tutte orientate verso questo semplice concetto: aggregare persone a cui sottoporre proposte (proprie o di altri).

Al tempo stesso ci si chiede anche, quanto un sistema “Social Networking” a larga diffusione possa reggere o mantenere alto l’interesse per gli utenti e quanto quest’ultimi hanno voglia di rendere pubbliche e accessibili a tutti le proprie amicizie.

Credo però che come per Internet e la posta elettronica, anche per il “Social Networking”, dopo l’euforia iniziale, si arriverà a farne un uso corretto – diversificando l’uso personale da quello lavorativo – e utilizzando così al meglio uno dei più interessanti strumenti partoriti sino ad oggi dal web.

Alessandro Perfetto

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