like.com

Posted on 10 giugno 2007

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C’è un modo inedito, peculiare, affascinante di fare e-commerce.
Chi vuole indossare gli stessi abiti delle star e fino a ieri non sapeva dove cercare, adesso grazie al sito americano Like.com può finalmente trovare tutto ciò che desidera. Like, ovvero “come”, un nuovo servizio on-line Web 2.0 ancora in fase di sviluppo, nasce da un’intuizione e da una scommessa, quella che sia possibile acquistare vestiti e accessori moda traendo ispirazione dai propri attori o cantanti preferiti.
Basta cliccare le foto dei personaggi celebri presentate nel sito per trovare abiti, borsette e scarpe molto simili ai loro, ma  molto meno dispendiosi.
Grazie a una tecnologia che identifica forma, colore e materiale dell’oggetto desiderato raffigurato nella fotografia online, in meno di 20 secondi, un software è in grado di mostrare una lista di prodotti analoghi a quelli indossati dalle star, con addirittura il prezzo e l’indirizzo di dove si possono comprare. Immaginate di vedere un oggetto in una fotografia, di esserne attratti e di volere conoscere tutte le informazioni in proposito. Inserirne la descrizione in un motore di ricerca può non essere un compito semplice, sarebbe molto più facile poter indicare il particolare di un’immagine come esempio ed avviare la ricerca. Proprio questo è l’obiettivo che ha portato alla creazione di Like.com, un motore di ricerca basato sulla tecnologia di ricerca visuale di Riya.
Per chi non lo conoscesse si tratta di un motore di ricerca con riconoscimento facciale, dove gli utenti possono caricare gratuitamente le proprie foto (senza limite di upload). In virtù di alcuni processi di apprendimento, Riya è in grado di riconoscere le persone segnalate, a cui è stato dato un nome, e che hanno scelto di pubblicare le proprie foto. Sul web poco tempo fa ha fatto molto scalpore la notizia di una probabile acquisizione da parte di Google, disposto a investire non meno di 40 milioni di dollari in una società tanto promettente, ma ancora in fase di start-up. Alla fine Riya ha deciso di rimanere autonoma (supportata da venture capital ancor prima di essere online) e ora ha lanciato un nuovo motore di ricerca visuale, Like.com, appunto, che come abbiamo visto consente di ricercare alcuni oggetti illustrati nelle fotografie come orologi, borse, gioielli e scarpe. Ma questa non è che una delle molteplici potenzialità del sistema di ricerca. Può essere interessante fornire qualche dettaglio in più su questa rivoluzionaria tecnologia: le foto coinvolte nella ricerca possono risiedere sia sul disco fisso dell’utente che sulla rete: attualmente sono supportate le ricerche all’interno degli allegati di Gmail, Yahoo mail, e Hotmail. Anche altri servizi, tra cui Flickr, Webshots, Yahoo photos, Friendster, Myspace saranno a breve resi compatibili con il sistema: è prevista inoltre la ricerca all’interno di Outlook. Il servizio offre anche un hosting gratuito senza limiti per le foto, anche se l’applicazione client che effettua i calcoli per il riconoscimento sulle foto non è ancora ottimizzata e il tempo impiegato per ogni foto varia tra i 4 e i 20 secondi: rimane nella tray in attesa di nuove foto da processare e effettua automaticamente la rotazione delle foto. Sostanzialmente un sistema come questo potrebbe permetterci di rintracciare ogni foto disponibile in cui appare una determinata persona o un oggetto particolare.
Ma torniamo ad occuparci di Like.com: esso è un esperimento molto innovativo, in quanto si può  cercare il proprio oggetto del desiderio per approcci visuali. Like.com non è però un sito di e-commerce, ma un motore di ricerca (o portale) verso prodotti e siti di e-commerce. Ogni volta che si porta a termine l’acquisto all’interno di ognuno dei 200 siti di vendita a cui il sito rimanda nella fase finale, Riya guadagna dal 5 al 15 per cento. Indubbiamente la possibilità di ricercare un elemento sia tramite dati testuali che grazie alla selezione di immagini ha risvolti commerciali enormi: infatti attualmente viene visualizzato come risultato una serie di oggetti in vendita su diversi negozi online. La ricerca può essere fatta per oggetto o per personaggio. Se l’idea di partenza è trovare un bell’orologio, per esempio, basta sfogliare le pagine del sito come se fossero le vetrine dei negozi del centro per scegliere quello più indicato. Se invece il risultato che si desidera è quello di sfoggiare un look sexy e giovane magari come quello di Paris Hilton, o semplice e classico come quello di Jennifer Aniston, la soluzione è selezionare la foto della star che si vuole emulare e la scelta si restringe solo ai prodotti che questa ha indossato.
“Quello che vogliano offrire è un prodotto di massa, non di élite” sottolinea l’amministratore delegato e fondatore della Riya, Munjal Shaj: “Chi può permettersi un paio di stivali da 1.000 dollari?”. Per questo la versatilità del motore di ricerca permette di restringere il campo anche secondo il prezzo, offrendo la possibilità di settare il cursore sul massimo che si è disposti a pagare.
Oggi, nel sito, si possono trovare abiti, borsette, scarpe, gioielli e orologi, ma verranno presto proposti anche dei prodotti per la casa.
“È tanto più facile fare spese con una foto che cercando di trovare i termini giusti da digitare nella ricerca” sostiene Shaj. Diventa certamente molto più semplice per chi non è padrone della lingua inglese, come la miriade di immigrati che risiedono in America, ma soprattutto per quelli che non divorano riviste di moda per conoscere le tendenze del momento. A loro basterà guardare la foto di Katie Holmes sul sito di Like.com, scattata a poche ore dalle sue nozze in Italia, per capire che gli orecchini con diamanti rosa che indossa saranno il regalo più invidiato della stagione. Con un semplice clic scopriranno che su Amazon ve ne sono di simili per 289 dollari. La scelta di lanciare Like.com prima delle feste di novembre e dicembre, quelle del giorno del Ringraziamento, di Natale e di Hanukkah, è meditata: secondo le previsioni, quest’anno i consumatori dovrebbero spendere online circa 12 miliardi di dollari durante le festività. Ben 18 milioni di persone faranno gli acquisti per amici e familiari dal computer dell’ufficio durante l’orario di lavoro, secondo stime, e di queste il 70 per cento è in età compresa tra i 20 e i 35 anni, che è anche l’età target dei clienti a cui si rivolge il sito.
Le vendite online rappresentano attualmente un giro d’affari pari a 32 miliardi di dollari all’anno solo negli USA e il numero degli affezionati all’e-commerce è in continua crescita: con questi introiti non c’è da stupirsi se le imprese diventano ‘fantasiose’ per accappararsi la maggior quantità di potenziali acquirenti.
Ma fare e-commerce è tutt’altro che semplice. Ricordiamo che il principio della percezione e del possesso immediato (che sia frutto o meno di un acquisto compulsivo) è uno dei talloni di Achille dell’e-commerce, se non viene supportato da una buona organizzazione logistica. Sono comprensibili tanti fattori che portano i negozi on-line (soprattutto di elettronica) ad avere un magazzino prossimo a zero: margini minimi, riposizionamento del pricing, inaffidabilità dei grossisiti/produttori. Ma se cosi’ fosse, allora perché non togliere le disponibilità nell’e-shop? Senza contare il dato emerso dalle  ultime ricerche che indicano in solo il 2-3% il tasso di conversione da visitatori in acquirente. Inoltre, onde evitare il crollo del fattore emotivo della nuova ondata degli acquirenti che sempre più si avvicinano agli acquisti on-line, perché non ricordarsi di inviare scuse con sconti o regalini vari? Ma è impensabile che per un problema puramente logistico/organizzativo l’e-commerce finisca per ridursi ad una marginale forma di commercio. L’e-commerce è soprattutto prodotto, fiducia, facilità d’uso.
E in questa realtà così complessa e feconda Like.com sembra possedere tutte le carte in regola per superare gli ostacoli e sfruttare appieno le infinite opportunità che nel prossimo futuro con ogni probabilità si prospetteranno.

Antonio Capua

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