LE COMMUNITY MUSICALI LAST.FM

Posted on 8 giugno 2007

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Sin dal 2000 un gruppo di musicisti e informatici studia le caratteristiche essenziali della musica, analizzando ritmi, melodie, arrangiamenti e strumentazioni per associare brani musicali teoricamente simili tra loro. Si chiama Music Genome Project, e ha dato origine a un servizio decisamente interessante come Pandora. Nel frattempo, nasce un altro progetto nel campo della computer science: Audioscrobbler è un plugin abbastanza diffuso per i player di Mp3, che fa in modo che la musica ascoltata sul proprio client sia inviata a un server che genera classifiche di ascolto Va ricordato che quanto sviluppatosi finora nel mercato degli mp3 è stato in buona parte incentivato dalla primordiale sentenza napster che ha dichiarato illegittimo il downoload di contenuti digitali protetti da copyright. Pur non estirpando completamente il problema del copyright., (in quanto è stato ritenuto illegale lo scambio client – server ma non il peer to peer) la suddetta sentenza ha gettato le basi per lo sviluppo dell’ e-commerce degli mp3. Prodromico alle manifestazioni del download musicale a pagamento è stato il caso Apple – iTunes. Per la prima volta veniva messo a disposizione dell’ utente un vastissimo archivio musicale cui attingere a fronte di un corrispettivo pecuniario. Per quanto rivoluzionario, tale sistema ha suscitato non poche critiche in merito alla fruizione del contenuto digitale scaricato. Infatti ben consapevole dell’ esclusività del servizio offerto la Apple pensò bene di proteggere tramite DRM (digital rights management) i contenuti scaricati al fine di rendere fruibili gli stessi solo da piattaforme affiliate (iPod).
Intanto le web radio in streaming cominciavano a riscuotere sempre maggiore successo: una di queste, fondata nel 2002, permetteva agli utenti di indicare con un clic se la canzone ascoltata fosse gradita o meno, così da adattare lo stream sempre più alle preferenze dell’ascoltatore. Si tratta di Last.fm, un servizio destinato negli anni ad avere sempre più successo.
Nel 2007 Last.fm è il servizio di musica online più usato a livello globale. Non a caso, tra i siti posizionati sotto l’ampio ombrello del web 2.0 è uno dei pochi ad avere versioni in diverse lingue, compreso l’italiano. Dal 2002 a oggi, Last.fm si è fuso con Audioscrobbler ed è diventato un mostro del web: a parte i 100.000 brani scaricabili, che da soli non sarebbero sufficienti per giustificare il successo del sito, il bello di Last.fm è proprio la condivisione delle proprie passioni musicali con gli altri utenti che, con i loro ascolti, contribuiscono alla generazione di classifiche e di “consigli per l’ascolto”.
A prima vista, Last.fm propone semplicemente di ascoltare la sua web radio, scrivendo il nome di un artista di proprio gradimento (funziona anche digitando oscure band psichedeliche degli anni ’60 o artisti locali conosciuti solo in piccoli paesi). La musica partirà proponendo una selezione di musiche simili, secondo l’algoritmo di Audioscrobbler,a quella dell’artista indicato.
Ma ovviamente c’è di più: perché non condividere i propri gusti musicali con altri utenti? Questo è senza dubbio l’aspetto più interessante di Last.fm.
Ma cosa serve esattamente per “entrare nel giro”? Poco o nulla: la solita registrazione che permette di creare il proprio profilo. Fatto ciò, ogni volta che si entrerà su Last.fm si accederà direttamente alla propria pagina personale, la dashboard. Questo è il regno dello scrobbling, l’attività principale degli utenti di Last.fm. Lo scrobbling consiste essenzialmente nel fatto che, ascoltando un brano su Last.fm, il nome del brano viene inviato al server e aggiunto sul proprio profilo musicale. In questo modo Last.fm riuscirà sempre più a soddisfare le esigenze del singolo utente, oltre ad “accoppiare” utenti che hanno un’alta affinità musicale tra di loro.
Nella propria home page personale ci sono le proposte musicali di Last.fm, i consigli degli amici e gli eventi segnalati, oltre ad una panoramica sugli ultimi brani ascoltati, o preferiti. Un menu a schede in testa alla dashboard permette tra l’altro di approfondire i consigli musicali (musica), di visualizzare tutti i concerti della propria città e segnalare alla comunità la propria partecipazione ad uno o più eventi live (Eventi) e di scoprire la lista degli utenti affini che Last.fm ha scoperto per noi (Utenti). Gli utenti vicini possono ovviamente diventare amici, se decidiamo di aggiungerli alla nostra rete personale.
In alto a destra, accanto all’icona del profilo, ci sono i link che permettono di passare dalla modalità dashboard alla modalità utente. In questo ultimo caso il corpo della pagina cambia, mostrando a tutti che musica stiamo ascoltando e permettendo agli altri utenti di ascoltare la “nostra” stazione radio (cioè un canale basato sulle nostre preferenze, la musica che amiamo o che abbiamo consigliato ad altri amici). Il menu a schede di questa pagina permette di vedere le nostre classifiche personali di ascolto (basate sulle statistiche di Audioscrobbler), di tenere un diario (una sorta di blog orientato alla musica in cui è possibile integrare immagini da Flickr, video da YouTube o Google), di iscriversi a gruppi di fan di singoli artisti o generi musicali, di gestire gli amici e scoprire quali altri utenti sono a noi vicini come gusti, di visualizzare i concerti nella propria zona e soprattutto di vedere la propria tag cloud, cioè la lista dei tag più usati per definire la musica ascoltata.
La tag cloud generale, quella relativa all’intero universo di ascoltatori di Last.fm, si trova nella sezione Musica del menu principale. Qui Last.fm diventa una vera e propria enciclopedia musicale, mostrando per ogni genere gli artisti, gli album e i brani più rappresentativi: per ogni artista c’è una ricca pagina che ne riporta la storia, una selezione dei brani più interessanti, i commenti degli ascoltatori, le foto, la discografia, gli artisti simili e così via. Ovviamente è possibile ascoltare un insieme di canzoni tutte taggate con una determinata parola chiave, come hip hop, alternative rock o female vocalists: è sufficiente cliccare su Ascolta nel menu principale e si può disporre di un elenco musicale così vasto da soddisfare anche il cliente più esigente.
Nella sezione Classifiche è possibile vedere quali sono gli artisti, i brani o i tag più cliccati e farsi un’idea su cosa è “in” e cosa no. È sempre in questa sezione che si decidono i destini dei gruppi che mettono a disposizione i download gratuiti dei loro pezzi. Last.fm infatti, funziona anche come veicolo promozionale per gruppi di base che non sono sotto contratto. Diverse label, comunque, hanno deciso di rendere disponibile se non per il download almeno per l’ascolto completo il loro catalogo: si pensi al solo fatto che recentemente la Warner Music ha siglato un accordo con Last.fm permettendo alla web radio di trasmettere l’intero catalogo, e altre major seguiranno con tutta probabilità tale prassi.
Arrivando alla sezione Strumenti, si raggiunge il cuore di Last.fm e la parte più interessante del sito, in particolare per chi è fermamente intenzionato a usare il più possibile lo scrobbling per costruirsi una radio veramente su misura. Qui è possibile scaricare il software di Last.fm, un player agile e di uso semplicissimo che permette di inserire un tag o il nome di un artista e generare da questa informazione uno streaming casuale di canzoni che l’ascoltatore potrà taggare, escludere o segnalare come preferite. Allo stesso modo, qui si trovano i plugin di Audioscrobbler che – integrandosi nei maggiori player come Windows Media Player, iTunes, Winamp – permette di attuare il meccanismo di scrobbling inviando a Last.fm informazioni sulla musica ascoltata.
Per il resto, Last.fm continua a evolversi in perfetta integrazione con molti altri sistemi di social networking (si sprecano i widget e i gadget per pubblicizzare il proprio profilo, per sentire la radio su Skype, per usare lo scrobbling su iPod, per pubblicare classifiche personali su blog o su MySpace ecc.).

Dunque oggi la musica in Rete si ascolta in “social networking”, così oltre a scaricare ciò che ti piace , puoi scoprire nuovi artisti, scambiare con altri le tue canzoni preferite e fare amicizia con persone da tutto il mondo.
Come già precedentemente detto oltre a Last.fm esistono molti altri siti in cui è possibile accedere a community musicali.
Ecco altri interessanti siti da esplorare:
http://www.finetune.com Questo sito permette di costruire playlist e di farle ascoltare agli altri in streaming. E non c’è neanche bisogno di caricare le canzoni dal tuo pc: si scelgono da un catalogo on line di oltre due milioni di brani. Uniche limitazioni: le playlist devono essere di almeno 45 tracce. Se poi vuoi scoprire nuova musica, basta ascoltare le compilation degli altri o le radio tematiche. Puoi anche partire direttamente da un cantante: personalmente mi è capitato di selezionare Mika e trovando una bella scelta di modern rock. Per l’utilizzo dei servizi offerti dal sito è sufficiente la versione 9.0 di Flash Player, tutto il resto è presente sul web.
http://www.mystrands.com Il servizio di Mystrand si basa su un software che si “aggrappa” ad iTunes o a Windows Media Player e, in base ai tuoi ascolti, ti consiglia musica e utenti con gusti affini ai tuoi. Fin qui, niente di eccezionale. Il bello di Mystrands, invece, è l’opzione PartyStrands, che porta il social networking nel mondo reale, con feste in pub e bar dove puoi interagire con telefonini e computer.
Così suggerisci la musica da suonare, scopri quali utenti sono presenti nel locale, chatti a piacimento. Insomma, l’integrazione perfetta tra musica, Internet e telefonia mobile.
http://www.faces.com – Il flickr delle canzoni. Arriva dall’Australia, una delle più potenti applicazioni musicali del Web 2.0. Faces integra in una sola pagina: musica, video, foto e blog. Ma la vera “killer-application” è TuneFeed, che ti fa condividere in streaming la tua musica preferita.
Oltre ad avere meno limitazioni di Finetune, TuneFeed ti offre uno spazio di 100 MB al mese dove mettere ciò che vuoi: canzoni, foto, video, testi. Pagando $ 25 l’anno, però lo spazio diventa illimitato. È utilizzato interamente via web senza l’ausilio di programmi ausiliari.

Va da sé che la species e-commerce musicale del piu ampio genus e-commerce multimediale, a fronte di queste innovazioni commerciali introdotte on-line è destinato a crescere ulteriormente nel mercato mondiale.

Luciana Vivolo

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