Le opportunità della politica sul web

Posted on 25 maggio 2007

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In Italia, come è noto a molti, la politica non è uno dei settori che sfrutta a pieno tutte le opportunità che il web offre. Nell’era del Web 2.0 trascurare queste opportunità rischia di diventare molto pericoloso per la politica italiana, considerando che nel resto d’Europa la situazione è migliore.
Basta navigare tra i vari siti dei partiti politici, sia a livello nazionale che a livello locale, per rendersi conto che la maggior parte di essi sono ancora siti “vetrina” in cui l’utente rimane passivo: sono siti non organizzati attorno alle persone/utenti ma ancora attorno a delle pagine e contenuti prefissati. È ancora piuttosto difficile che un utente percepisca il sito web di un partito politico come un insieme di servizi, è più facile, invece, che lo ritenga un mero strumento di propaganda.
Invece, con i nuovi mezzi che il web offre il politico di qualsiasi livello può dotarsi di un suo spazio personale nel quale interagire con i cittadini/elettori, scegliendo diversi strumenti tra cui la posta elettronica, bacheche, chat, forum e altre ancora. Può utilizzare ed aggiornare questo strumento quando vuole. Può reclutare volontari e sostenitori, fornire servizi più aggiornati e completi agli altri mass media; insomma il politico con Internet ha a disposizione non uno ma molteplici nuovi strumenti per affermarsi e migliorare la sua comunicazione politica anticipando, per alcuni aspetti, la e-democracy.
Dal canto suo l’utente ha a disposizione molti servizi nuovi che potrebbero (ri)avvicinarlo alla politica e portare a un processo di rileggitimazione della democrazia rappresentativa.
Un sito politico così strutturato darebbe al cittadino il duplice diritto di accedere alle informazioni e di essere informati; inoltre, in questo modo, la politica potrebbe conoscere e ascoltare di più i cittadini.
I politici hanno l’opportunità di sfruttare uno spazio discorsivo autonomo sotto il loro diretto controllo e non limitatamente al periodo di campagna elettorale. Il web offre anche la possibilità rispetto ai media tradizionali di avere strumenti di feedback per monitorare gli atteggiamenti di potenziali elettori e per valutare anche se certe scelte compiute dal partito sono state più o meno capite e apprezzate dal proprio elettorato.
Al fine di sfruttare al meglio il web, un politico dovrebbe organizzare un piano di Internet marketing in collaborazione con esperti del settore. Dovrebbe prima di tutto chiedersi chi può raggiungere con la sua presenza online, poi che cosa vuole ottenere e cosa vuole comunicare, quante risorse ha a disposizione per questo progetto, come inserire Internet all’ interno del mix di strumenti che ha a disposizione e cercare il modo di tenere sempre rinnovata e rilanciata la sua immagine sul web.
L’ uomo politico che intenda sfruttare nel migliore dei modi il web deve assicurarsi di articolare la sua presenza online in siti diversi; gli attack site servono a questo scopo, essi sono dei siti web identificati da un’ indirizzo originale ma che trattano tutti di un determinato personaggio politico.
Internet può essere utile anche come strumento di comunicazione interna: una mailing list interna per esempio può servire molto per il coordinamento di tutti coloro che lavorano per la campagna elettorale di un candidato.
Sarà molto utile anche condurre la cosiddetta opposition research online cioè la ricerca di informazioni sulle posizioni dei propri avversari; dato che quest attività può essere anche subita, è meglio stare attento a ciò che si pubblica.
Ogni politico dovrebbe ritagliarsi un suo spazio sul web e trasformarlo in una sorta di ufficio di rappresentanza virtuale. Per quanto riguarda i contenuti dovrà avere informazioni sia statiche (temi, programmi, biografia, galleria di foto, link, indirizzi e contatti) che dinamiche (news, comunicati, agenda appuntamenti, rassegna stampa, discorsi, interventi), quelle relative alla raccolta di fondi e all’adesione dei volontari e quelle interattive ( ad oggi le meno sviluppate). La buona riuscita di un sito dipenderà dal livello di investimento che viene fatto in termini di denaro, tempo e persone.
Per quanto riguarda invece l’ utilizzo di chat, forum e bacheche, per ora il loro utilizzo è stato piuttosto limitato: questo probabilmente è dovuto al fatto che l’ uso di tali strumenti entrerebbe in conflitto con l’ esigenza di controllo monocratico sui contenuti veicolati. I forum più pertinenti e utili sono quelli a tema con una durata predeterminata e uno scopo preciso; la conversazione via chat invece tende ad essere più anarchica rispetto a quella dei forum per via della brevità e dell’ immediatezza dei messaggi. La bacheca invece può essere uno strumento di sfogo per gli elettori o uno spazio propositivo per lanciare idee o proposte.
La possibilità data agli utenti di interagire tra loro e con il politico contiene in sé la possibilità di far nascere una comunità online in cui possono stabilirsi relazioni durature tra i suoi appartenenti.
L’ utilizzo di mini-poll (risposta a una sola domanda) in un sito politico può servire come giocattolo, con cui i visitatori possono dare una loro opinione.
Anche la costruzione di eventi online può essere utile: come fissare sessioni di chat con il politico o il suo staff; possono anche essere presenti eventi che si svolgono off-line ma che hanno un loro spazio sul sito web; un esempio di un evento che può essere seguito in diretta sul sito è la notte elettorale.
La posta elettronica è diventato uno strumento importantissimo per un politico in quanto può raggiungere in modo molto personalizzato grandi masse di individui: si tratta di un mezzo in cui l’informazione raggiunge direttamente l’utente finale; sono comunicazioni informali, quasi estemporanee, in cui si utilizza un linguaggio fortemente colloquiale con la possibilità di allegare file; rimane però uno strumento di comunicazione asincrono: il politico e l’ utente che visita il suo sito non comunicano tra loro nello stesso momento.
Invece, la creazione di un indirizzario può essere realizzata in due modi: o acquistandone uno, a patto che vengano fornite prove che è costituito solo da indirizzi di persone che hanno consapevolmente acconsentito di lasciare che il proprio indirizzo venisse venduto a terzi, oppure si possono raccogliere direttamente, uno ad uno, tutti gli indirizzi possibili del nostro pubblico potenziale.
Nella richiesta di indirizzi e-mail è indispensabile chiarire per quali motivi gli utenti verranno contattati. Gli spam (invio di messaggi a persone che non ne hanno fatto richiesta) può funzionare per promozioni in altri campi, ma non in politica; lo scopo del marketing politico invece dovrebbe essere quello di fornire informazioni agli utenti che ne hanno fanno richiesta (permissinon marketing).
La newsletter funziona come strumento di comunicazione uno a molti: l’autore politco invia vari contenuti editoriali al suo indirizzario di iscritti con cadenze settimanali, bisettimanali o mensili, a seconda del periodo e del politico; si tratta inoltre di una vera e propria creazione editoriale e, come tale, disponibile spesso a sponsorizzazioni.
Sarebbe interessante riuscire a formare delle newsletter personalizzate a seconda dell’utente. Per esempio, nel modulo da compilare per ricevere la newsletter nella propria casella di posta elettronica si potrebbero anche chiedere quali sono, tra gli ambiti trattati dal partito, quelli di maggior interesse per l’utente (economia, ambiente, politica estera, etc). Dopodichè ciascun utente riceverebbe una newsletter personalizzata sulla base del suo profilo.
L’ invio di un messaggio di alert potrebbe servire nella segnalazione di un evento al quale parteciperà il politico, oppure per invitare a partecipare a un’iniziativa o ad una manifestazione.
La decisone di inviare messaggi HTML può essere vantaggiosa perché consente una maggiore ricchezza di immagini ma può causare problemi di visualizzazione a chi non utilizza programmi non aggiornati.
La mailing list invece ha senso solo se si è in presenza di una buona base di utenti fedeli e motivati; è però uno strumento che permette anche di criticare quindi prima di utilizzarlo è bene rifletterci bene (per esempio un utente potrebbe criticare aspramente qualcosa del partito e inviare tale critica a tutti gli altri iscritti della mailing list). Sicuramente utile sarebbe una mailing list tra il politco e i suoi collaboratori; sarebbe così utilizzata come strumento di comunicazione interna.
Il viral marketing (marketing virale) consiste nel diffondere messaggi che grazie all’ interessamento dei destinatari si moltiplicano esponenzialmente come virus; il segreto sta tutto nell’appeal del messaggio: una funzione di viral marketing molto diffusa nei siti politici è l’utilizzo di cartoline elettroniche raffiguranti l’uomo politico.
Per gestire la corrispondenza elettronica quando è molto alta è necessario nominare un costumer care che la gestisca e sviluppare una policy precisa su come rispondere; sarebbe utile conservare una copia di tutti i messaggi in entrata e in uscita tenendo distinta la posta che proviene dalla comunicazione interna da quella che proviene dai propri elettori.
Infine, ma non ultimo per ordine di imprtanza, i politici dovrebbero usare il web anche come nuovo strumento per la raccolta di fondi poichè i costi della raccolta sarbbero minori rispetto a quelli sostenuti per raccolta fondi tramite posta o telefono, inoltre non va dimenticato che la donazione online è frutto di un’ azione spontanea mentre con gli altri mezzi tradizionali è preceduta da sollecitazioni del candidato o del partito.
Purtroppo, ad oggi, solo una minima parte dei siti politci italiani utilizza questi strumenti, e questo và a scapito sia degli uomini politici ma soprattutto dei cittadini che sono privati di servizi che, invece, negli Stati Uniti e anche in molti Paesi europei sono presenti già da diverso tempo.

Marco Battistini

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