Netiquette 2.0

Posted on 23 maggio 2007

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 Qualche mese fa è scoppiato, dapprima in rete e poi su alcune importanti testate giornalistiche internazionali ( San Francisco Chronicle, BBC, Corriere della Sera ) il caso di Kathy Sierra, una appassionata blogger americana che è stata vittima nel proprio blog di pesanti offese e addirittura di minacce di morte che si sono protratte per qualche mese finchè Kathy non ha denunciato il fatto.

Da questa vicenda di cronaca, che comunque non ha nulla dell’eclatante, è sorto, o meglio è stato riproposto, un dibattito circa la necessità di un codice di condotta dei blog.La proposta è stata avanzata dal guru del web 2.0, Tim O’Reilly e da Jimmy Wales, creatore di Wikipedia.

Sul sito http://radar.oreilly.com è presente il testo del codice proposto, che contiene, per ora, tali articoli:

1. Ci assumiamo la responsabilità di ciò che diciamo e dei commenti che permettiamo sul nostro blog.Siamo devoti al principio diCortesia Obbligatoria: ci sforziamo di pubblicare contenuti accettabili e di elevata qualità, dunque rimuoveremo i commenti inaccettabili. Definiamo commenti inaccettabili come qualsiasi cosa includa o abbia relazione con ciò che segue:- sia usato per danneggiare, molestare, spiare o minacciare gli altri- sia diffamatorio o manifestamente falso- sia in violazione di un vincolo di risevatezza- sia in violazione della privacy di altri- sia in violazione di qualsiasi diritto d’autore o marchio registrato.Definiamo e stabiliamo ciò che rappresenta contenuto inaccettabile caso per caso, senza che le nostre definizioni risultino limitate da questa lista. Nel rimuovere un commento o un link, lo diremo pubblicamente spiegandone il motivo. Ci riserviamo il diritto di modificare questi standard in qualsiasi momento e senza darne avviso.2. Non diremo nulla in Rete che non diremmo di persona.3. Qualora si manifestino tensioni, useremo canali privati prima di rispondere pubblicamente.Imbattendoci in conflitti e menzogne nella blogosfera, facciamo ogni tentativo di comunicare direttamente e in privato con la persona o le persone coinvolte (o trovando un intermediario che possa farlo) prima di pubblicare qualsiasi post o commenti in proposito.4. Ritenendo che qualcuno stia ingiustamente attaccando un altro, prenderemo opportuni provvedimenti.Qualora qualcuno pubblichi commenti o articoli offensivi, lo informeremo (in privato, quando possibile) chiedendogli di scusarsi pubblicamente, salvo che ciò possa esacerbare e peggiorare la situazione. Se tali commenti potessero essere interpretati alla stregua di minacce o fossero di natura illegale, senza che l’autore li ritratti e si scusi, coopereremmo con le forze dell’ordine in proposito.5. Non consentiamo commenti anonimi.Richiediamo ai visitatori che desiderano postare un commento di fornire un indirizzo email valido prima che possano postare, benchè sia loro consentito di identificarsi con uno pseudonimo piuttosto che con il loro nome reale.6. Ignoriamo i troll.Preferiamo non rispondere a commenti sgradevoli circa la nostra persona o il nostro blog, almeno finchè questi non trascendono in molestie o diffamazione. Riteniamo che dar retta ai troll serva solo a incoraggiarli: mai lottare con i maiali. Ti sporchi, e oltretutto il maiale ci prova gusto.” Ignorare gli attacchi pubblici è spesso la strada migliore per tenerli sotto controllo.Se andasse in porto, l’idea si tradurrebbe, per i blogger, in un vero manifesto da sottoscrivere, con tanto di distintivo da esibire sulla home page. Ogni blogger firmatario dovrebbe poi comportarsi di conseguenza. E cercare di sedare le risse verbali, scrivendo magari privatamente al disturbatore per indurlo a più miti consigli, scongiurando gli editwar e le risse con centinaia di insulti.La proposta di Tim O’Reilly prevede un distintivo riconoscibile anche per chi decidesse di non adeguarsi al codice. Chi volesse aprire i commenti del proprio blog a qualunque tipo di contributo, senza censura, dovrebbe comunque avvertire i lettori con uno speciale marchio.La proposta di codice è ovviamente modificabile tramite post sui blog http://radar.oreilly.com nonché http://blogging.wikia.com.  Al momento l’iniziativa ha però sollevato più reazioni negative che positive, molti bloggers hanno visto nell’iniziativa un modo per introdurre una forma di censura, anche se non sembrerebbe proprio così dato che le regole proposte, alla fine, sono più regole di buon senso e civiltà.  Il sito del Corriere della sera, al fine di valutare l’opportunità di un codice di autoregolamentazione dei blog ha dato avvio ad sondaggio on-line.  

 

Marco Fazzini 

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