Il concetto di web 2.0

Posted on 3 maggio 2007

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Perché di un concetto si tratta più che di un vero e proprio insieme di tecnologie (per quanto naturalmente è su certe infrastrutture software che poggia), è un concetto quanto mai nebuloso e polisemico. L’hype mediatico di cui sta godendo ne ha appiattito la complessità in modo da renderlo più seducente per il pubblico.
È l’era dei blog, dei giornalisti fai-da-te, dei producer radiofonici da garage, dei podcast, di flickr, youtube, myspace, di ebay, world of worcraft e naturalmente di second life. Insomma, informazione libera, prosumer, condivisione, intelligenza collettiva, apertura, trasparenza e soprattutto partecipazione: si tratta dei principi che nutrono l’etica hacker a sua volta alla base, in diversa misura, dei movimenti del free software, dell’open source e di creative commons. Sono gli stessi principi che, volgarizzati, vengono promossi dai media come se fossero l’anima del web2.0. A onor del vero lo sono, almeno parzialmente. Infatti, nella vulgata da rotocalco, sono stati in qualche modo “disinnescati”, hanno perso la loro carica politica.
Ripercorrere la genesi del concetto di web2.0 può esserci d’aiuto.
“La definizione Web2.0 nasce durante una sessione di brainstorming tra O’Reilly Radar e MediaLive International. In quell’occasione Dale Dougherty (dello staff O’Reilly), mentre rifletteva sulla progressiva importanza del Web nella vita quotidiana e sul pullulare di nuovi servizi di alta qualità, coniò il termine che fu subito accettato dal gruppo. Nacque così la Web 2.0 Conference rinominata in seguito Web2.0 Summit che dall’ottobre 2004 è il luogo in cui vengono analizzati e censiti lo sviluppo del Web, i trend e le nuove possibilità di business del settore” (F. Moro, “Web2.0. Innovazione applicata ai servizi di rete”).
Secondo Tim O’Reilly, fondatore della O’Reilly Radar, “il Web 2.0 non ha confini rigidi, ma un’anima gravitazionale. Potete visualizzare il Web 2.0 come un insieme di principi e di procedure che collegano un autentico sistema solare di siti che dimostrano in toto o in parte questi principi, a una distanza variabile dal centro stesso” (Tim O’reilly “cosa è il web2.0”).
Una directory molto completa e continuamente aggiornata dei siti del web2.0 si trova all’indirizzo http://categoriz.com
I principi alla base di questi siti sono “il web come piattaforma”; la centralità dell’utente non solo come fruitore ma anche come produttore il cui talento o il cui semplice apporto dato anche dalla sola navigazione sono un bene prezioso per lo sviluppo e il miglioramento continuo dei servizi che si vogliono offrire (o vendere!); far leva sul customer-self service e sulla gestione di dati algoritmici per raggiungere l’intero web, le periferie, non solo il centro, la “lunga coda”, non solo la testa;
in questa sede più che del fenomeno dei blog e consimili ci interessa dire qualcosa sugli sviluppi del software ai tempi del web2.0. Già in aula si è parlato del fenomeno del “beta perpetuo”, e del software concepito e fornito non più come prodotto statico (per quanto aggiornabile) ma come servizio fruibile on-demand, eseguito in remoto (lato server) senza necessità d’installazione, e dinamico, soggetto a revisione cambiamento costante soprattutto attraverso l’analisi del comportamento degli utenti, della loro reazione all’introduzione di nuove funzionalità che vengono mantenute solo se ben accolte (insomma l’utente come co-sviluppatore oltre che beta-tester), eccetera. Sempre in aula abbiamo parlato al riguardo dei CRM di SalesForce e Siebel. Noi vogliamo ora presentare velocemente un paio di interessanti software-servizio in fase ancora sperimentale.

Pochi giorni fa Google ha annunciato lo sviluppo di una nuova applicazione web based che affiancherà le già attive soluzioni Google Docs & Spreadsheets. Il nuovo elemento permetterà di gestire in modo pratico e versatile le presentazioni multimediali e offrirà funzionalità simili a quanto garantito da Microsoft PowerPoint, stando a quanto riportato da TechWorld.
L’annuncio è stato fatto da Eric Schmidt (Google CEO) nel corso dell’evento Web 2.0 Expo a San Francisco. Il coinvolgimento di colossi come Google (ma anche Microsoft con il progetto Live) conferma che il settore è promettente.

Il vero traguardo, probabilmente, sarà quello di fruire via web una sorta di sistema operativo con applicazioni e dati salvabili in remoto e recuperabili in qualsiasi momento tramite il browser. Alcune soluzioni simili in realtà già esistono e pian piano si stanno diffondendo anche se i margini di miglioramento sono decisamente ampi.
Un esempio è quello di DesktopTwo, il più noto fra i servizi di questo tipo.
La procedura di “installazione” è praticamente inesistente: si effettua una registrazione sul sito http://www.desktoptwo.com e ci si “logga” direttamente nel proprio nuovo sistema operativo Web.
In linea di massima le consuete impostazioni di sicurezza standard del browser Internet Explorer 7 permettono una corretta fruizione del servizio ma è necessario aver installato Flash Player.
Il sistema operativo se pur ancora in fase embrionale permette già la gestione dei propri impegni personali attraverso un semplice Calendar che mette a disposizione un set di strumenti davvero essenziale.
Gli sviluppatori hanno integrato un client mail in grado di gestire account di tipo POP. Il sistema di gestione della mail è piuttosto elementare, ma sono presenti tuttavia sia il filtro antispam che un filtro antivirus; sono invece assenti funzioni per gestire in modo automatizzato la catalogazione dei nuovi messaggi.
È in fase di alfa inoltre una funziona di Instant Messaging che poggia sul network di MSN.
Utili anche gli strumenti CMS per la creazione di pagine web o di un blog personale. I network supportati sono Blinkingblog e Myblogtwo. È disponibile anche un gestore di feed RSS (per approfondimenti si rimanda a wikipedia) grazie al quale, da qualunque pc connesso a internet, si avrà la possibilità di leggere le proprie fonti di informazione preferite.
La funzione di hard disk virtuale mette a disposizione dell’utente un 1GB di spazio direttamente sul server. In questo spazio è possibile conservare documenti, immagini e dati personali a cui accedere attraverso un qualsiasi browser web.
Per fare l’upload dei dati in questa area virtuale è disponibile un apposito strumento e l’utente ha la possibilità, eventualmente, di condividere i propri dati con altre persone appartenenti al network. Altri applicativi disponibili sono un player MP3, la suite Openoffice.org e Acrobat Reader (tutti in versione web-based).
Il limite di questo servizio è legato soprattutto alla necessità di disporre di una connessione a banda larga. Altro limite da sottolineare è legato al fatto che i contenuti “pesanti” come i video, trovano un difficile impiego in una piattaforma simile. Le dimensioni generalmente elevate e il considerevole thruoutput necessario allo streaming da remoto costituiscono un ostacolo difficilmente risolvibile. Va però osservato che i contenuti video possono comunque essere salvati nell’hard disk virtuale ed essere successivamente trasferiti in locale.
La soluzione proposta da DesktopTwo come anche le promesse fatte di iniziative simili, ad esempio Laszlo e Xcerion, devono far riflettere sullo scenario futuro e sulle potenziali evoluzioni del software.
Fondamentale però, nonostante i limiti attuali, è evidenziare il fatto che se queste soluzioni prenderanno piede nell’utilizzo comune si andrà verso un modello non più orientato all’applicazione locale e alla commercializzazione di una licenza software ma orientato alla fornitura di un servizio. Decisamente interessante la prospettiva, per altro assai prevedibile, che questo genere di servizi possa essere offerto gratuitamente all’utente. Il business potrebbe essere legato alla pubblicità veicolata sui pc client che, di fatto, costituirebbero un enorme nuovo network capace di assorbire grandi quantità di advertising.

Per approfondimenti si vedano i dossier dell’economist e del Guardian
http://economist.com/surveys/displaystory.cfm?story_id=6794156
http://www.guardian.co.uk/weekend/page/0,,1939196,00.html

Massimiliano Geraci

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