Wallop: ed anche Microsoft entra nel social networking

Posted on 27 aprile 2006

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Come buona parte delle più recenti innovazioni in fatto di forme e stili di comunicazione e di interazione in rete, anche i social network, o per fare un po’ di campanilismo linguistico le reti sociali, sono nati negli Stati Uniti nel ultimi 5 anni circa. Ma come è già successo per tante altre tecnologie e tendenze della rete, il vecchio continente e non resta del tutto a guardare e le reti sociali stanno pian piano prendendo piede anche nel nostro paese. I social network sono delle vere e proprie comunità virtuali spesso organizzate attorno a temi ben definiti e passioni che accomunano i membri della stessa rete. Per entrare a far parte di un social network occorre costruire un nostro profilo personale descrivendo le nostre passioni, i nostri interessi, le nostre caratteristiche. Il social networking ha avuto un grosso boom circa 3 anni fa e da quel momento sono vari i colossi dell’informatica che sentendo aria di guadagni non hanno voluto perdere l’occasione. Google ad esempio nel 2004 ha lanciato Orkut, un servizio di social network a cui si può accedere solo tramite invito di un membro. All’interno di questo variegato mondo in veloce espansione Microsoft non poteva evidentemente mancare. È notizia proprio di questi giorni infatti che anche l’azienda di Bill Gates ha sostenuto in modo sostenuto Wallop, una star-up di San Francisco attiva proprio in questo campo. Il software motore di Wallop parte dal concetto che le relazioni sociali nella vita reale sono molto complesse e una buona rete sociale per funzionare a dovere deve permettere agli utenti di interagire in modo altrettanto complesso. I tecnici ideatori di Wallop sostengono che la differenza del loro software rispetto alla concorrenza è un forte dinamismo e la possibilità per i membri della comunità di esprimersi a tutto tondo con immagini, foto, video, testi, suoni. Tempi previsti per la messa on line del servizio? Sei mesi circa e poi verso fine anno vedremo se anche questa volta Microsoft, in un modo o nell’altro, ci ha visto giusto (soprattutto dal punto di vista del ritorno sugli investimenti…)

Enrico Neri

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