L’era dell’accesso-bis

Posted on 24 aprile 2006

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In questi mesi passati ad Alma, chi ha mai fatto una ricerca su internet riguardo al Customers Behaviour? O anche sullo stesso CRM? E chi ha mai cercato tesi dottrinali su leggi, trattati di filosofia o nuove ricerche scientifiche su cavie da laboratorio? Con una certa sicurezza posso rispondere che, di ciò che è stato cercato, nessuno ha trovato nulla di utilizzabile. Con questo voglio dire che persone con alle spalle un percorso di studi avanzato difficilmente possono trovare su internet del materiale, della "cultura" (gratuita) adatta a soddisfare le loro ricerche in alternativa ai libri (a pagamento).
Internet dà la possibilità a chiunque di avere uno "Speakers Corner" virtuale dal quale esprimere le proprie idee. Ma, come dice lo stesso Rifkin, cultura e commercio sono un binomio che vede il secondo come valore superiore. Allora di gratuito cosa rimane sulla rete? La Wikipedia vuole essere un'enciclopedia ai livelli della Britannica, ma è tutt'al più utilizzabile quando i concorrenti de "Chi vuole essere milionario" fanno la telefonata a casa. In sostanza, la "cultura" che si può ottenere da internet è facilmente sostituibile da buone letture (anche di riviste), da buoni programmi in tv e soprattutto dal contributo che le relazioni sociali hanno dato e sempre daranno alla crescita come persona.
Ma su internet c'è anche informazione. Ma è immaginabile la situazione in cui appena svegli ci portano a letto con la colazione un pc portatile al posto di un quotidiano? O magari all'ora di cena ci si mette tutti davanti al pc al posto di guardare il telegiornale in tv? Di certo non vorrei essere nei panni di quello che deve mangiare con una mano e con l'altra fare lo scroll down delle pagine…
L'informazione non può essere vista in assoluto, separata dal quel contesto sociale nel quale leggere un giornale al bar, sul treno, sul posto di lavoro o riunirsi per cenare davanti al tg è diventato un tutt'uno, un modus vivendi difficile da modificare.
La rete è però una valida alternativa nelle situazioni in cui si deve fare qualcosa velocemente e senza spostarsi: ecco allora, per esempio, il private banking o la possibilità di mandare raccomandate tramite e-mail. O anche quando voglio acquistare qualcosa che, in situazioni di Old Economy, non trovo o costa troppo: ecco allora che si compra musica su internet, libri rari, vacanze, abbigliamento,… Ma difficilmente assisteremo a persone che anziché dire <<Oggi pomeriggio esco a fare shopping>>, diranno <<Oggi pomeriggio vado on-line a fare shopping>> e ancor meno << Oggi pomeriggio vado on-line a noleggiare un vestito>>. E questo perché, come detto sopra, tutto ciò che la New Economy ci offre non va visto solo da punto di vista economico e tecnologico, ma come l'insieme di abitudini e "cerimonie" legate all'acquistare, all'informazione e alle relazioni.
In ultimo, Rifkin parla del fatto che il 60% della popolazione rimarrà esclusa da questo sistema. Se pensiamo che, come dice lo stesso Rifkin in un altro suo libro, nel 2050 la popolazione sarà di 11 miliardi di persone, molte delle quali concentrate in Africa e Asia, ben 6.600.000.000 di persone saranno fuori dall'economia, senza possibilità di scambi e di crescita economica. Allora dico, voi tenetevi la vostra New Economy e la vostra rete (che diventerà una fossa con migliaia di leoni e una sola gazzella per sfamarsi); io me ne vado in Africa ad aprirmi una bella fabbrichetta Old Style e a fare il monopolista!

Giammarco Magno

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