Il Web 2.0, ovvero il nowblog Everyone’s an expert

Posted on 13 aprile 2006

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La sfida del Web 2.0 è di contestualizzare l’informazione, dargli un senso, una griglia di riferimento. Semplificare il processo di ricerca, e accorciarne i tempi. Per poter fare questo, bisogna portare nel Web il word of mouth che funziona così bene nel mondo reale, e dargli compattezza e affidabilità. I blog rappresentano oggi, nel Web, l’effettiva traslazione del word of mouth, e funzionano come veri e propri aggregatori di punti di vista. Un ottimo punto di partenza, dunque, ma perchè la loro efficacia aumenti è necessario che i blog:

•    abbiano una buona visibilità;
•    siano focalizzati su un argomento specifico –no cat blogs!
•    abbiano idee in grado di stimolare un seguito;
•    siano riconosciuti come fonti affidabili.

È inoltre necessario che l’informazione al loro interno sia strutturata in maniera ordinata e coerente per facilitarne la lettura e la comprensione immediata. In sintesi, less is better. Seth Godin chiama nowblog questo tipo di blog –un blog, cioè, in cui tutti gli indizi siano disponibili subito e a prima vista. Così strutturato, un blog rappresenta l’ideale punto di partenza per qualsiasi ricerca.

Dario Scittarelli

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