Il Web 1.0, ovvero la macchina per indizi Everyone’s an expert

Posted on 12 aprile 2006

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Quando siamo on line, non cerchiamo subito qualcosa di specifico. Stiamo lì a dare un’occhiata, a farci un’idea, come quando entriamo in un negozio per guardarci in giro e allontaniamo il fastidioso commesso che subito ci viene incontro. Soltanto dopo ci rivolgiamo al commesso e, eventualmente, acquistiamo. Ma prima avremmo dato un’occhiata almeno a tre o quattro negozi.

Prima di passare all’azione diamo sempre un’occhiata in giro. Un bel po’ di lavoro, che richiede un bel po’ di tempo. Sul web i tempi si riducono, e uno o due minuti sono un’eternità. Ecco perché la maggioranza delle ricerche on line falliscono, portando al naufragio ipertestuale o all’abbandono della ricerca stessa.

Pensiamo a una ricerca su Google. Il Web 1.0, quello che tutti conosciamo, è una macchina che fornisce indizi. Tanti indizi, confusi e subito. Dopo saremo noi a dover organizzare questi indizi in maniera coerente, a spese del nostro tempo. Lo sforzo del Web 1.0 è quello di darci l’informazione giusta nel più breve tempo possibile. Ma si tratta di corrispondenze, non di significati. Il problema è che non può esserci una risposta giusta fino a quando chi sta dall’altra parte dello schermo non abbia dato un senso a quell’informazione.

Dario Scittarelli

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