Il web semantico

29 Ottobre , 2007

Riporto alcuni estratti da un articolo molto interessante

“Le informazioni presenti in una pagina web, pur essendo formalizzate da organismi affidabili e universali come il W3C, riguardano solo l’aspetto dei dati mostrati, non il loro significato.Gli esseri umani sono abituati a cogliere il significato dall’aspetto (riconosciamo automaticamente un titolo, una data, ecc.), ma le macchine (software o hardware) non sono in grado di farlo, se non in casi particolari, quindi moltissime informazioni non possono essere correttamente rielaborate e sfruttate.Per risolvere il problema, si suggerisce di descrivere i dati con tag “parlanti”, come avviene, per esempio, nei feed RSS.Uno dei vantaggi di trasformare una pagina in un feed è anche quello di eliminare tutte le informazioni inutili, lasciando solo quelle significative (eliminazione del rumore di fondo). ….

“La soluzione parrebbe quindi quella di integrare nell’html le informazioni “semantiche”, ossia l’indicazione di quale tag sia un titolo, ecc. (un po’ come fa Google, che assegna significati semantici ai tag - es. h1=titolo - per meglio indicizzare i contenuti).Per questo sono stati proposti diversi metodi, tipo microformats oppure RDFa, secondo regole proposte da diversi enti, ma il fatto è che le tipologie dei dati ed il loro significato hanno una varietà tale da rendere vano qualunque tipo di classificazione “dall’alto”.Inoltre queste classificazioni riguardano solo le informazioni evidenti e non le eventuali relazioni occulte tra i dati mostrati, che possono essere estratte solo con una successiva fase di “data mining”.Ecco quindi che nasce l’idea della classificazione “dal basso”, ovvero prodotta dall’intelligenza di gruppo degli utenti, in grado di catturare tanto le informazioni evidenti quanto quelle nascoste.”


Complimenti a Casaleggio (l’eminenza grigia dietro il blog di Grillo)
un video bellissimo

la previsione fatta sul futuro con la Voce: Philip K.Dick Avatar
Io non credo che Google comprerà tutti ma credo che il mercato della esperienza nascerà prima di quanto ci potremmo aspettare

Molti professionisti che in questi anni hanno abbracciato il social networking online attraverso l’uso di strumenti come Linkedin, Ecademy, ma anche applicazioni come Facebook.com, MySpace.com, Youtube ecc., hanno imparato a conversare su argomenti scientifici quali i sei gradi di separazione di Erdos, i piccoli mondi di Granovetter e gli attributi degli hub in una rete sociale.

Pochi di loro hanno però, probabilmente, fin qui realizzato l’importanza che il social networking e gli strumenti d’analisi delle reti sociali (SNA) possono assumere per le aziende e le organizzazioni.

Molte realtà aziendali nel frattempo stanno esaminando seriamente il social networking e alcune hanno anche iniziato ad implementare le idee emerse dall’affermarsi in rete di questo fenomeno, utilizzando i nuovi concetti e i paradigmi emergenti, per sperimentare nuove tecnologie e sviluppare nuove applicazioni.

I due ambiti di applicazione più interessanti riguardano il knowledge management per la mappatura delle conoscenze in un’organizzazione e il Customer Relationship Management per misurare meglio il valore e la qualità delle relazioni con la clientela e migliorare i risultati aziendali. In questo articolo prenderemo in esame il CRM proponendo una riflessione sulla possibilità di una convergenza con la SNA e sulla sua validità.

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da Web 1.0 a Web 2.0

2 Ottobre , 2007

DoubleClick –> Google AdSense

Ofoto –> Flickr
Akamai –> BitTorrent

Napster –> mp3.com

Britannica Online –> Wikipedia
Siti personali –> blogging
evite –> upcoming.org e EVDB
Ricerca nomi dominio –> Ottimizzazione dei motori di ricerca
page views –> cost per click
screen scraping –> web services
pubblicazione –> partecipazione
sistemi di gestione dei contenuti –> wikis
directories (tassonomia) –> tagging (”folksonomia”)
stickiness –> syndication